Ad esempio quando io morirò sarà un fatto abbastanza grave e l’unica consolazione che ho trovato sinora è che non mi dovrò anche seppellire. Per il resto sono abituato che accendo il televisore, metto sul telegiornale e lì assisto terrorizzato all’incessante elenco di catastrofi d’ogni tipo. No, non è vero, non sono terrorizzato. Mentre dei tizi senza scarpe con asciugamani arrotolati in testa sparano missili terra-aria in faccia ad altri tizi poveri disgraziati che poi piangono e digrignano i denti e risparano a loro volta, io taglio la mia bistecca. Le cose gravi della televisione sbattono contro lo schermo e rimbalzano via per sempre. Al massimo, alla fine, c’è una leggera sovrapposizione, questo sì, come quando tanti anni fa è piovuto per un mese filato, un mese filato di acqua battente incazzata nera, e a tutti sono venute le pupille strette per la consuetudine al cielo grigio e alle nuvole, e un giorno è arrivata la voce che il fiume era uscito, che chi era di là rimaneva di là e chi era di qua, di qua.
Qui dove sono io c'è per l'appunto questo fiume divide noi emiliani dai lombardi. Quando esce il fiume, ogni volta che esce il fiume, l’acqua va giù dalla parte dei lombardi, solo dalla parte dei lombardi, almeno qui da noi. Jisus è lombarda di origine e mio padre è emiliano e noi siamo nati e viviamo nella parte emiliana e ci sentiamo emiliani, anche Jisus è costretta a suon di scudisciate a sentirsi emiliana e a dire che si sente emiliana e a cantare l’inno emiliano tutte le mattine, anche se io so che lei è rimasta lombarda dentro, che quando è sola telefona ai suoi parenti lombardi e parlano in lombardo stretto senza capirsi nemmeno tra di loro e tramano chissà quale complotto alle spalle del popolo emiliano.
Quella volta che è uscito il fiume, come tutte le volte, noi emiliani siamo andati sul lato emiliano a vedere i lombardi sul lato lombardo inondato che lavoravano di bestemmie e di secchio, e io, mentre li guardavo, ho guardato anche il Padre e ho guardato Jisus e ho detto che “l’acqua sa dove deve andare”, solo questo, mentre loro non mi hanno guardato e non hanno detto niente.
Tornati a casa, accesa la televisione, la cosa grave del telegiornale era la stessa che avevamo visto noi poche ore prima, le stesse immagini, lo stesso ponte, la stessa gente, e il giorno dopo un parente lombardo di Jisus è arrivato a casa nostra alle tre del pomeriggio, tutto sporco di fango, ha buttato il suo cappotto bagnato sul tavolino del soggiorno, si è acceso una sigaretta e ha sibilato in dialetto lombardo un comprensibile vaffanculo.
Lì è stato il momento in cui lo schermo televisivo si è incrinato e ha lasciato passare di qua quello che era sempre stato di là. Non che io considerassi il problema del tizio lombardo un mio problema, è chiaro. Però mi ha fatto lo stesso effetto di veder entrare in casa mia, senza preavviso, in smoking e tutto, Mike Bongiorno. Vederlo entrare e vederlo che si butta sul divano, si sgancia due bottoni e la panciera, si toglie la parrucca e sospira un vaffanculo.
Mike Bongiorno, capite? Chi l’avrebbe mai detto?
Qui dove sono io c'è per l'appunto questo fiume divide noi emiliani dai lombardi. Quando esce il fiume, ogni volta che esce il fiume, l’acqua va giù dalla parte dei lombardi, solo dalla parte dei lombardi, almeno qui da noi. Jisus è lombarda di origine e mio padre è emiliano e noi siamo nati e viviamo nella parte emiliana e ci sentiamo emiliani, anche Jisus è costretta a suon di scudisciate a sentirsi emiliana e a dire che si sente emiliana e a cantare l’inno emiliano tutte le mattine, anche se io so che lei è rimasta lombarda dentro, che quando è sola telefona ai suoi parenti lombardi e parlano in lombardo stretto senza capirsi nemmeno tra di loro e tramano chissà quale complotto alle spalle del popolo emiliano.
Quella volta che è uscito il fiume, come tutte le volte, noi emiliani siamo andati sul lato emiliano a vedere i lombardi sul lato lombardo inondato che lavoravano di bestemmie e di secchio, e io, mentre li guardavo, ho guardato anche il Padre e ho guardato Jisus e ho detto che “l’acqua sa dove deve andare”, solo questo, mentre loro non mi hanno guardato e non hanno detto niente.
Tornati a casa, accesa la televisione, la cosa grave del telegiornale era la stessa che avevamo visto noi poche ore prima, le stesse immagini, lo stesso ponte, la stessa gente, e il giorno dopo un parente lombardo di Jisus è arrivato a casa nostra alle tre del pomeriggio, tutto sporco di fango, ha buttato il suo cappotto bagnato sul tavolino del soggiorno, si è acceso una sigaretta e ha sibilato in dialetto lombardo un comprensibile vaffanculo.
Lì è stato il momento in cui lo schermo televisivo si è incrinato e ha lasciato passare di qua quello che era sempre stato di là. Non che io considerassi il problema del tizio lombardo un mio problema, è chiaro. Però mi ha fatto lo stesso effetto di veder entrare in casa mia, senza preavviso, in smoking e tutto, Mike Bongiorno. Vederlo entrare e vederlo che si butta sul divano, si sgancia due bottoni e la panciera, si toglie la parrucca e sospira un vaffanculo.
Mike Bongiorno, capite? Chi l’avrebbe mai detto?

