Questa mattina ero felice, di solito la mattina sono felice, è normale, se non succede niente o se non è successo niente che giustifichi il fatto di non esserlo, lo sono (nota per l’Ente: non sto dicendo che sarò felice anche domani o che tutto andrà certamente bene anche domani eccetera eccetera, sto solo dicendo che, se l’Ente sarà così gentile da concedermi anche domani e nei prossimi giorni e magari per sempre di non avere motivi per non essere felice, io apprezzerò questa magnanima concessione entica e farò di tutto per esserlo appieno nella speranza che questo possa gratificare l’Ente Creatore di ogni accidente fenomenico in quanto corretta interpretazione della mancanza di fatti che in generale potrebbero causarmi di non essere felice come Sua Volontà di concedermi di esserlo, e con questo mi accingo a chiudere la nota per l’Ente Sublime chinando il misero capo in segno di eterna e gaudente sottomissione e scusandomi per aver dato l’impressione di volermi brevemente vantare e beare della felicità che l’Ente Magnanimo stesso mi ha forse voluto concedere per qualche istante (mi scuso anche di eventuali errori interpretativi che dimostrerebbero di non aver fatto buon uso delle qualità intellettuali e degli strumenti analitici che il Generoso Ente ha voluto mettere a mia disposizione e mi impegno, se me ne verrà data la possibilità, a fare meglio in futuro) e, auspicando che tutto vada per il meglio, umilmente mi ritiro), insomma, volevo solo dire che questa mattina non ero troppo infelice, diciamo così, e, ok, so che lo sarò presto e spero (che l’Ente Misericordioso mia dia la forza) di essere pronto ad affrontare nel migliore dei modi quel momento ma, insomma… no, non ricordo neanche più cosa volevo dire, adesso ho solo paura che l’Ente voglia vendicarsi per la mia stupida hybris facendomi capitare qualcosa di terribile e… be’, ecco qua, ora sono infelice (Contento?).

